Appalti a Roma

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dal Corriere.it


Gare per rattoppare le buche, il Campidoglio: «La concorrenza c'è»

Il Comune replica a Corriere.it dopo il dossier dell'Autorità sui contratti pubblici che lo aveva bacchettato. Ghera: c'è stato solo un problema di tempi.

ROMA - Nella Capitale la concorrenza sul business del rattoppo delle buche c’è. Semmai il problema è stato quello di passare da un unico appalto per la manutenzione stradale - com’era con la Romeo Gestione Spa all’epoca della giunta Veltroni – ad uno «spacchettamento» che prevede otto lotti di gare e ad altri 40 appalti di sostegno ai municipi. Ecco perché si è perso qualche mese per perfezionare le procedure che hanno permesso di avviare il bando europeo destinato al «maquillage» dell’asfalto capitolino. E’ quel che risponde l’assessorato ai Lavori pubblici di Roma Capitale al dossier dell’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici (l’organo che verifica trasparenza e concorrenza sugli appalti) che ha «bacchettato» Campidoglio e Municipi riguardo lavori stradali e rattoppo delle buche.

L’AVCP: BUSINESS AI SOLITI NOTI - Secondo l’Avcp il business, tanto nel 2010 quanto nel triennio 2007/2009, è finito, in sintesi, a un ristretto gruppo di «soliti noti» favoriti dal fatto che le gare - soprattutto nei 19 municipi - sono ridotte al minimo mentre si moltiplicano le «procedure negoziate». Ovvero le chiamate dirette alle ditte impegnate nel rattoppo delle buche.

IL COMUNE: SOLO PROBLEMI DI TEMPI - Per il Campidoglio le cose non stanno così. E’ in una dettagliata relazione inviata all’Autorità, l’assessorato ai Lavori Pubblici fornisce quei numeri che spiegano un problema relativo «all’estensione della tempistica».Vale a dire che sono occorsi mesi in più, rispetto a quelli inizialmente previsti, per preparare il bando europeo vinto da otto imprese che hanno sostituito la Romeo Gestioni.

121 OFFERTE ALL’ESAME - «Il numero delle offerte (centoventuno valide, con oltre diecimila pagine di documentazione da esaminare) e la conseguente complessità della procedura – spiegano dallo staff dell’assessore Fabrizio Ghera - per la scelta dei contraenti per i singoli lotti, mediante il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ha giustificato l’allungamento dei tempi previsti da parte della commissione giudicatrice». Ecco perché dall’ottobre 2009, inizialmente previsto per ultimare l’istruttoria, si è slittati all’8 luglio 2010 con la «consegna dei verbali conclusivi al Segretariato Generale».

GHERA: LA CONCORRENZA C’E’ - Dall’assessorato di Ghera puntualizzano di aver «riportato un regime di libera concorrenza per l'intero settore dei lavori stradali». Semmai, nella fase interlocutoria che ha visto il «salto» dall’era della Romeo Gestioni al bando europeo, per il Dipartimento ai Lavori pubblici l’emergenza è stata quella di garantire la manutenzione delle strade. Tanto che il sindaco Alemanno, nelle vesti di commissario all’emergenza traffico, nel dare il via agli interventi di manutenzione ha parlato di «situazione di grave pregiudizio alla circolazione stradale». Ecco spiegato il ricorso a procedure negoziate (ovvero le chiamate dirette) sempre però nel rispetto «trasparenza, rotazione e non discriminazione nella scelta dei concorrenti».

LE CIFRE: UN APPALTO PER DITTA - Lo dicono le cifre, sostengono al Dipartimento dei Lavori pubblici: le imprese che si sono aggiudicate un solo appalto (negli appalti sotto al milione di euro di supporto ai municipi) sono 57, a dimostrazione dell’attenzione alla concorrenza. Gli affidamenti complessivi sono stati 107: tra questi 9 in somma urgenza, 37 prolungati, e 61 (dunque la maggioranza) negoziati tra varie ditte. Ma l’accusa, da parte dell’Avcp, di concorrenza a rischio nelle procedure negoziate dai municipi? «Questo non è di nostra competenza», spiegano dall’assessorato di Ghera.

Alessandro Fulloni
17 settembre 2011

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